La Normandia – parte 1

Ho trovato la parte di Francia da me visitata, veramente bella.
Per di più sfaterò un pregiudizio che molti hanno sui francesi.
Tutti i francesi che ho incontrato, con i quali ho parlato, ai quali ho chiesto un indicazione, con i quali ho interagito per qualche motivo, sono stati gentilissimi, simpatici e molto ben di sposti verso di me.
E’ vero anche che ho avuto pochissimo contatto con i Parigini… a Parigi ci sono stata solo il tempo tecnico per prendere la macchina che avevamo affittato!
Il traffico a Parigi è come, se non peggio, quello di Roma.
Per uscire ed per entrare a Parigi ci vuole almeno almeno un’ora, ed a Parigi i guidatori sono folli.
Macchine, motorini, biciclette e pedoni, che si buttano sotto le autoveuure appena i semafori diventano verdi.
Completamente differente però è il loro modo di guidare appena lasciano la città alle spalle!Diventano disciplinati, seguendo alla perfezione le indicazioni stradali riguardanti i limiti di velocità; non li sentirai mai suonare il clacson, se non in reali occasioni di pericolo; non perderanno la testa se, trovandosi dietro a qualcuno a cui gli si è spento il motore,  questo ci metterà 3 minuti buoni prima che riesca ad accendere il motore.
Insomma, il Consorte ha guidato per quasi 1500 km e come lui stesso vi può dire, non è mai stato un problema guidare per le strade francesi nè si è mai sentito stressato, se non uscendo ed entrando a Parigi.
Per una nostra scelta abbiamo deciso di usare il meno possibile l’autostrada, proprio per guardare e scoprire di più la Francia non propriamente turistica.
Sono rimasta sconvolta, positivamente, da diverse cose.
Una per tutte: le strade sono lisce come biliardi.
Non solo le autostrade, ma anche le strandine che passano per quei paesi,  i cui nomi sono più lunghi,  della stessa cittadina.
Un’altra cosa di cui mi sono meravigliata è che le autostrade si pagano “una tantum”.
Molte volte si viaggia su un tratto di  strada, scoprendo solo in un secondo tempo che si era trattato di autostrada, poichè spesso non c’è un casello dove prelevare il biglietto, ma solo quello dove pagare.
Mi hanno moltissimo colpito la quantità di tunnel che ho attaversato, e la quantità di meravigliose rotonde che abbiamo circumnavigato, tutte originali e ben tenute, ahimè ne ho potute fotografare solo due, ma ci siamo imbattuti in:
rotonde con recinti e dentro mucche o percore ( finte);
rotonde in stile marinaresco;
rotonde con piccole casette di nani;
rotonde con decorazioni floreari;
rotonde con mulini a vento;
rotonde con muretti a secco;
rotonde grandi come villa Pamphilj… una marea di rotonde, e solo poche erano “solo rotonde”.
Mi ha colpito la cura per i dettagli.
Siamo passati in decine di paesini, alcuni solo di 8 case, bè, erano delle cartoline!
Prato del manto stradale tagliato alla stessa altezza, gerani alle finestre, fiori coordinati tra vicini. Sono rimasta con la bocca aperta.
Tutte le volte che viaggio, come è logico che sia, faccio i paragoni. Se , vedendo una cosa bella, la paragono alla stessa vista in Germania, il paragone è quasi sempre uguale, nel caso può cambiare solo nel modo di essere rappresentata… Se le cose belle che vedo in giro, le paragono alle cose italiane: bè lì il discorso è diverso.
Ahimè,noi ( quando parlo di noi, parlo dei romani, che naturalmente è la mia realtà quando vado in Italia) non abbiamo nulla di quello che di ordinato, hanno gli altri paesi.
Tutte le volte che torno da un viaggio ho la sensazione di aver visto tante cose belle e la consapevolezza che non si arriverà mai a quel livello a Roma.

Vabbè basta parlare di Roma che mi intristisco!

Il primo giorno appena scesi dal TGV, che ci mettere tre ore ed un quarto,  da Stoccarda a Parigi, siamo andati a ritirare la macchina e dopo che siamo usciti, difficoltosamente, da Parigi (pur essendo una domenica), siamo andati alla volta di Giverny paese dove lavorò per molti anni e morì Monet, e qui si può visitare la casa del pittore ed il suo famosissimo giardino, dove prese ispirazione per molti dei suoi dipinti.
Bè che dirvi, se non che, c’era un casino di gente!!!
Nonostante questo, dopo una fila ordinata di circa una mezz’ora, siamo riusciti a prendere il biglietto per visitare casa e giardino. Abbiamo trovato, in tutti i posti dove siamo andati,  persone alle casse che parlavano inglese ( dico questo perchè, più di una volta negli store dell’aereoporto di Roma, ho visto commessi che alzavano gli occhi al cielo quando lo straniero gli si rivolgeva in inglese, per poi rispondergli con un improbabile inglese!)
Dopo siamo andati a visitare Rouen, città con una bellissima cattedrale gotica, e meravigliosi vicoletti medievali ancora in perfette condizioni. Città dove fu bruciata Giovanna d’Arco  e dove proprio sul quel luogo venne eretto agli inizi degli anni ’80 una oscena costruzione, che “dicono”  sia una chiesa! Dicono, perchè era così orribile che io ed il Consorte ci siamo rifiutati di visitare e fotografare visto anche la stanchezza acculumata nel nostro primo giorno di vacanza… e di conseguenza rimanendo per il resto della nostra vita con il “rimorso” di non aver visto le sue spoglie. (per chi fosse curioso cliccate qui per vedere l’opera)
Nonostante la nostra sconfitta culturare, comunque quella notte,  siamo riusciti a dormire ugualmente…( fine prima parte)

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TGV

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Giverny: Giardino della casa di Monet

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Rouen: la cattedrale

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ps: le due sole rotonde che sono riuscita a fotografare in tutto il viaggio.

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3 Risposte

  1. Oh…io diversi anni fa (quasi 20) attraversai insieme ad amici, con zaino sulle spalle, l’intera Valle della Loira. Beccammo un matrimonio “campagnolo” dove tutti gli invitati erano stati caricati si carri di fieno e trainati da trattori. L’allegria, la spontaneità e la genuinità delle persone era sconvolgente. Purtroppo dovemmo declinare l’invito in quanto la nostra meta (Parigi, giornata della gioventù), ci attendeva con impazienza, altrimenti un pomeriggio pittorescamente “country” vi avremmo partecipato ben volentieri.
    Ricordo ancora i colori e le atmosfere, i castelli, ma soprattutto l’ordinata quiete di quei luoghi. Sono ormai anni che mi riprometto di ritornarci… ma visti i recenti fatti di terrorismo, dubito che ritroverei quell’aria che sfiorava il bucolico di allora…

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    • Ti posso assicurare che nei paesini, la sensazione di paura, non esiste proprio. L’unico posto dove ho percepito che la situazione attentati è veramente forte è stato aspettando alla stazione ferroviaria. Era pieno di Militari in tuta mimetica ed armati alla Rambo e piena di Poliziotti (Gendarmeria), perfettamente attrezzati anche per una guerra batteriologica. Ecco diciamo che lì un pò di ansia mi è salita!

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  2. Che meraviglia, grazie cara per la condivisione, ❤

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