La Normandia – parte 2

Secondo giorno.
Dopo una veloce spesa alla Carrefour (lì praticamente si trova quasi solo quello!) che c’ha permesso di vedere altre guglie ed altri scorci gotici meravigliosi, facendoci dire che Rouen sarebbe una città da visitare più a lungo e che sicuramente nasconde ancora tantissimi tesori, ci siamo avviati verso le nostre successive mete.

Dovete sapere che tra me ed il Consorte abbiamo fatto più di 600 foto… non vi preoccupate non ve le sorbirete tutte.
Quelle del Consorte sono belle, messe a fuoco, con una luce meravigliosa, ogni foto è pensata.
Le mie sono fatte “a cazzum”. Le faccio dalla macchina in movimento, a volte abbasando il finestrino, altre volte no.
Fotografo quello che mi colpisce, senza stare bene a vedere se è a fuoco o no, soprattutto ne faccio anche 5 o 6 di fila, sperando che poi una risulti, dopo l’epurazione di fine giornata, carina.

Detto ciò, il nostro viaggio in macchina è trascorso passando in mezzo a paesini meravigliosi, con case che andavano dalla più familiare costruzione a graticcio (Maison à colombages) alle longère, alle Maison de maitre, alle case con in tetto in paglia , allo stile liberty, ed a quelle denominate da me ed il Consorte, casa dei Puffi in stile muretto a secco irlandese. Insomma ogni paese, piccolo o grande che fosse era comunque sempre un piacere per gli occhi.
Per non dimenticare le mucche! Mucche ovunque, libere, belle, spaparanzate a prendere il sole od a mangiare l’erba.

La nostra prima meta era Étretat. Ancora non lo sapevamo, ma quando abbiamo fatto la classifica, a fine vacanza, dei luoghi più belli che avevamo visitato al secondo posto è risultato proprio Étretat.
Dopo aver attaversato il paesino ricco di ristoranti e di negozi turistici, ci si ritrova, senza quasi rendersi conto di fronte ad uno sconfinato mare, racchiuso tra due falesie.
Il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia sassosa è completamente differente da tutto quello che io avevo sempre sentito. Il rumore è più caldo, più arrotato, direi quasi più poetico.
Altro discorso è camminare su quella spiaggia, una vera fatica fisica!
Faccio una premessa: da qui in poi tutte le spiagge della normandia hanno avuto un ruolo importate per tutta la seconda guerra mondiale, alcuni sbarchi sono diventati  più famosi perchè rappresentati in film di successo , altri sono stati ugualmente famosi ma meno noti: anche qui c’è stato uno sbarco importante, dove, proprio su quella spiaggia dove poi sono andata mangiare il mio panino, sono morti quasi 5000 uomini, e sotto i sassi erano state nascoste quasi 15.000 mine.
Quando penso allo sbarco in Normandia penso sempre alla scena iniziale del “salvate il soldato Ryan”. Mi sono immaginata questi poveri uomini mandati al macello, prima sotto tiro di fucili o cannoni, poi sotto tiro di “mine” ed alla fine, quelli che sopravvivevano dovevano anche arrampicarsi su quei sassi… insomma è stato un vero miracolo che qualcuno sia sopravvissuto.

Torniamo alla bellezza paesaggistica, che è meglio.

Per arrampicarsi sui 70 metri di falesia, bisogna fare un percorso di un quarto d’ora piuttosto faticoso (almeno per me), ma il blu del mare, il celeste del cielo, il bianco della falesia ed il verde del golf park che si trova in cima, rendono l’arrancare fino a lì sopra più sopportabile.
La vista da lì sopra è spettacolare, 360 gradi di meraviglia, stupore e pace.
Anche i gabbiani, sembrano essere messi lì dalla Pro Loco. Rimangono immobili per permettere ai turisti di fare delle foto bellissime!!!
Insomma,non proprio immobili…
Il Consorte ha avuto un incontro ravvicinato del 4 tipo con un gabbiano!!! ah ah ah.
Ci trovavamo nella già sopra citata spiaggia sassosa, e ci accingevamo a mangiare il nostro pranzo, che consisteva in mezza baguette con dentro del formaggio per me, e formaggio e salame per il Consorte.
Mentre il Consorte si pregustava il primo morso al suo panino, dopo la scarpinata appena affrontata, gli si avventa un gabbiano contro, passando esattamente tra la sua bocca e il panino che ci stava finendo dentro… e gli ha strappato mezzo panino con il salame!!! (è successo come in questo video)
Da qui abbiamo capito come mai nessun’altro stava mangiando in spiaggia ah ah ah.
Traumatizzati e decisi, tornando a casa dopo le vacanze, di vederci il film di Hitchcock “Gli uccelli”, abbiamo proseguito in nostro viaggio arrivando a Honfleur.

Bel paesino nato intorno al porto.
Ci sono le barche nel porticciolo, le tipiche casette lunghe e strette, che avevo già visto ad Amsterdam, tutte colorate.
Il paese è ricco di originali palazzi medievali, i vicoli sono molto belli e pieni di negozietti di artigianato, dal ferro alla cioccolata, dalle marmellate ai vini.
Il paesino è carino, una vera meraviglia agli occhi del turista giapponese o tedesco, ma per noi abituati al mare, ed alle 5 terre, nulla di eccezionale. Abbiamo passato la notte in un ristorante- albergo, molto pratico perchè al centro del paese.

Vorrei ancora parlare di due cose riguardo il viaggio appena fatto: il cibo ed le stanze dove abbiamo dormito.
A prescindere dal mio attuale vegetarianismo, non mi sono mai piaciute le cozze o le ostriche, idem al Consorte. Il massimo che tolleravo (e mi piacevano pure) era la pasta con le vongole.
Da qui e poi in tutta la costa, nei ristoranti si trovano solo e soltano, a prezzi veramente bassi (per esempio in questa cittadina 13 euro un menù completo), moules frites.
Quindi, per noi,  mangiare fuori è stato piuttosto complicato, l’abbiamo fatto solo una volta, poichè quello che ci veniva offerto era solo, insalata per me, e coscetta di pollo anche mezza cruda al Consorte.
Devo dire che sono rimasta negativamente meravigliata per la non esistenza, nei ristornati, di un menù vegetariano, cosa che ora esiste anche da Mc Donald’s!
Ma non solo.
Praticamente sono inesistenti dei menù alternativi alla carne anche dentro i supermercati, questa cosa mi ha molto stupito, calcolando che qui in Germania ci sono interi reparti freschi e non, di cibo per vegetariani ed addirittura per vegani.
Praticamente se vivessi lì potrei mangiare solo insalata o zuppa di legumi (come ho fatto a Mont saint Michael)… il che non mi farebbe per nulla male,anzi!

Per quanto riguarda le stanze dei posti dove siamo andati a dormire, ebbene sì, qui il preconcetto che i francesi siano meno attenti,riguado alla pulizia, degli italiani è vera.
Premetto anche che io sono figlia di mia madre!
Donna che per pulire la qualsiasi cosa, dalle piastrelle del bagno, alla serranda, alle pentole di casa, si munisce di cotton fiocc!!!
Lo so che io sono abituata a livelli di C.S.I., ma effettivamente, anche per gente “normale” gli standard di pulizia francesi sono veramente bassi.
Premettendo che  la moquette si trovata in tutti i luoghi dove ho dormito, ma in ogni stanza c’era qualcosa che proprio non andava, una macchia sospetta sul divano,il lavandino che perdeva dallo scarico, la doccia con il vetro completamente bianco per il calcare, la cipolla della doccia completamente nera, il gabinetto con peli sospetti, per non parlare dei riccioli di polvere per terra e le condizioni degli angoli e sotto al letto.
Lo so sono fissata, ma in italia o in Germania, ed anche a Londra,non ho mai trovato tutta questa sciatteria.
E stiamo parlando di camere comunque costose.
Dette tutte queste  ultime cose per oggi è finita, ci rivediamo domani.
Godetevi le foto …( fine seconda parte)

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honfleur

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Una Risposta

  1. Le foto sono bellissime, baci cara, ❤

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