A.A.A. Cercasi un pò di tranquillità!

Vi dico solo come ho passato l’ultima settimana: metà in ospedale e l’altra metà chiusa in casa, con il Consorte dolorante, in costante colica uretrale.

Ciò è veramente triste, se si pensa che avevamo passato un bel fine settimana lungo in giro con i suoi genitori, sorella e nipote; stancante per le cose viste, ma molto molto bello. Il mio contapassi non ha fatto altro che congratularsi con me in quei 4 giorni, per aver fatto il doppio dei miei passi stabiliti, che sono normalmente 10.000.
Dopo aver rivisto in lungo ed in largo Stoccarda, Ludwisburg, palazzo e giardini compresi, li abbiamo rimessi sul aereo per tornare in Italia lunedì.

Martedì pregustavo di starmene tutto il giorno a casa, a sistemare, tranquilla tranquilla per conto mio… ed invece, ahimè, il Consorte inizia a contorcersi per il dolore.

Il Consorte e la sua soglia del dolore.
Normalmente a 37,01 di febbre chiama il prete e il notaio, ma solo una volta da che lo conosco (e sono proprio quest’anno 20 anni) che si è lamentato fino alle lacrime ed al vomito, quando ha avuto una colica renale, ed appunto, proprio questa stava avendo.

Da qui in poi, quello che c’è successo, praticamente per noi italiani è solo fantascienza.
Siamo andati di corsa all’ospedale, con il taxi.
Dopo una fila di 4 persone è stato chiamato in pronto soccorso.
Gli hanno fatto le analisi del sangue e delle urine ed un’ ecografia.
Hanno visto che dalle analisi si trattava di una colica renale, ma dall’ecografia non si vedeva il calcolo, quindi l’hanno mandato a fare una Tac.
Con la tac si è visto che il calcolo era grande e si trovava parecchio su, nell’uretra.
A quel punto hanno deciso di operarlo, per mettergli uno stent uretrale, con la doppia funzione di drenare il rene ed allargare l’uretra.
Abbiamo incontrato l’anestesista, ed il Consorte ha richiesto l’anestesia totale.
E’ stato portato al reparto di urologia (dove il Primario si chiamava Vogel, che in italiano vuol dire Uccello… ahahahah…. Nomen Omen), spogliato e rivestito con il camice tipico degli ospedali, e condotto nella sala operatoria.
Dopo un’ora, lo hanno portato in camera.
Il giorno dopo gli hanno fatto un’altra ecografia ed hanno prenotato con lui un esame completo di sangue ed urine, questa settimana, ed un altra operazione per levare stent e calcolo insieme, la prossima settimana.
Il giorno dopo l’operazione è tornato a casa, ma giustamente, non avendo tolto il calcolo, le coliche sono continuate…
Oggi è tornato a lavoro, e speriamo bene, visto che le coliche gli sono venute sempre di notte.
Questo è quello che è capitato in questa settimana, e non vi ho neanche parlato ( nè lo farò) dei casini immensi che ho a casa dei miei, e che cosa si è “inventata” la mia gatta, tanto per non essere da meno!

Insomma, vorrei solo un pò di “nulla”. Vorrei solo un pò di tranquillità…

Comunque solo pourparler: solo in Germania ci si possono mettere meno di 6 ore per fare tutte le cose che vi ho elencato.
Calcolando che mia madre per una operazione urgente alle budella ha dovuto fare più di 54 ore di barella in mezzo al corridoio del pronto soccorso e solo dopo 3 ospedali ed essersela persa per 8 ore, per poi ritrovarla chiusa dentro una sgabuzzino, è riuscita a trovare qualcuno che se la filasse… direi che a confronto con qui, Roma è veramente il terzo mondo.


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