Informazione di servizio.

Avete visto da voi quando in questo periodo sia veramente poi diligente con il blog.
Vi volevo informare che esiste anche la pagina Fb di Persbaglio, e li mi capita più spesso di passarci, anche perchè diciamoci la verità, stiamo semprè lì a “spippettare” ( nel senso non erotico del termine ah ah ah) ed a guardare gli aggiornamenti, ed a farci rapire dai video dopo i video, così per ore ed ore…
Uhm… stavo dicendo quindi, che se volete far parte delle comunity Persbaglio e vi non vi volete perdere alcune delle cose assurde che il web ogni giorno ci regala, prego cliccate qui: Persbaglio

Aggiornamenti.

Il Consorte ha fatto giovedì la seconda e,  visto che tutto andato bene, anche ultima operazione.
Il calcolo è stato fatto uscire e lo stent è stato tolto.
Alle 7,30 avevamo l’appuntamento… alle 13 stavamo già a Kornwestheim, muovendoci con i mezzi pubblici!
Un paio di giorni di fastidi più che logici, ma ieri finalmente era tutto finito.
Come spero che sia tutto finito con questa cosa dei calcoli, visto che gli è stato consigliato di fare un ecografia all’anno.

Anche la scorsa settimana è volata.
Spero che questa appena iniziata mi permetta di riposarmi un pò, fisicamente ma soprattutto mentalmente, visto che devo arrivare carichissima alla prossima settimana che passerò a Roma, per affrontare sia il caldo (qui fino a ieri ha fatto una settimana “meravigliosa” 23 gradi di massima ed ha piovuto spesso) sia i casini che mi aspettano.

Cose che si vedono solo in Germania.
Mentre aspettavo che il Consorte fosse operato, mi trovato nella hall dell’ospedale, facendo qualcosa che mi distraesse, e tra un messaggio e una lettura, alzo lo sguardo e vedo questo:sedie a rotelle da prendere in prestito con il gettone, come se fossero dei carrelli.

Mi sono domandata da italiana: Ma a Roma, quanto sarebbero durate?

A.A.A. Cercasi un pò di tranquillità!

Vi dico solo come ho passato l’ultima settimana: metà in ospedale e l’altra metà chiusa in casa, con il Consorte dolorante, in costante colica uretrale.

Ciò è veramente triste, se si pensa che avevamo passato un bel fine settimana lungo in giro con i suoi genitori, sorella e nipote; stancante per le cose viste, ma molto molto bello. Il mio contapassi non ha fatto altro che congratularsi con me in quei 4 giorni, per aver fatto il doppio dei miei passi stabiliti, che sono normalmente 10.000.
Dopo aver rivisto in lungo ed in largo Stoccarda, Ludwisburg, palazzo e giardini compresi, li abbiamo rimessi sul aereo per tornare in Italia lunedì.

Martedì pregustavo di starmene tutto il giorno a casa, a sistemare, tranquilla tranquilla per conto mio… ed invece, ahimè, il Consorte inizia a contorcersi per il dolore.

Il Consorte e la sua soglia del dolore.
Normalmente a 37,01 di febbre chiama il prete e il notaio, ma solo una volta da che lo conosco (e sono proprio quest’anno 20 anni) che si è lamentato fino alle lacrime ed al vomito, quando ha avuto una colica renale, ed appunto, proprio questa stava avendo.

Da qui in poi, quello che c’è successo, praticamente per noi italiani è solo fantascienza.
Siamo andati di corsa all’ospedale, con il taxi.
Dopo una fila di 4 persone è stato chiamato in pronto soccorso.
Gli hanno fatto le analisi del sangue e delle urine ed un’ ecografia.
Hanno visto che dalle analisi si trattava di una colica renale, ma dall’ecografia non si vedeva il calcolo, quindi l’hanno mandato a fare una Tac.
Con la tac si è visto che il calcolo era grande e si trovava parecchio su, nell’uretra.
A quel punto hanno deciso di operarlo, per mettergli uno stent uretrale, con la doppia funzione di drenare il rene ed allargare l’uretra.
Abbiamo incontrato l’anestesista, ed il Consorte ha richiesto l’anestesia totale.
E’ stato portato al reparto di urologia (dove il Primario si chiamava Vogel, che in italiano vuol dire Uccello… ahahahah…. Nomen Omen), spogliato e rivestito con il camice tipico degli ospedali, e condotto nella sala operatoria.
Dopo un’ora, lo hanno portato in camera.
Il giorno dopo gli hanno fatto un’altra ecografia ed hanno prenotato con lui un esame completo di sangue ed urine, questa settimana, ed un altra operazione per levare stent e calcolo insieme, la prossima settimana.
Il giorno dopo l’operazione è tornato a casa, ma giustamente, non avendo tolto il calcolo, le coliche sono continuate…
Oggi è tornato a lavoro, e speriamo bene, visto che le coliche gli sono venute sempre di notte.
Questo è quello che è capitato in questa settimana, e non vi ho neanche parlato ( nè lo farò) dei casini immensi che ho a casa dei miei, e che cosa si è “inventata” la mia gatta, tanto per non essere da meno!

Insomma, vorrei solo un pò di “nulla”. Vorrei solo un pò di tranquillità…

Comunque solo pourparler: solo in Germania ci si possono mettere meno di 6 ore per fare tutte le cose che vi ho elencato.
Calcolando che mia madre per una operazione urgente alle budella ha dovuto fare più di 54 ore di barella in mezzo al corridoio del pronto soccorso e solo dopo 3 ospedali ed essersela persa per 8 ore, per poi ritrovarla chiusa dentro una sgabuzzino, è riuscita a trovare qualcuno che se la filasse… direi che a confronto con qui, Roma è veramente il terzo mondo.


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Scusate.

Ho avuto di tutto in questi giorni. Pensate qualcosa? ecco mi è accaduto.
Il corpo mi sta abbandonando, sono entrata nei 45 anni nel modo più disastroso in cui potessi entrarci: influenza, ma di tutti i generi e tutta insieme!
Oltre a ciò ci si è unito quei 5 giorni in cui noi donne ci vestiamo di bianco ed ci buttiamo giù dagli aerei con il paracadute.
Praticamente delle dieci piaghe in Egitto mi mancano solo le rane e le locuste!!!
la mia testa è da domenica che per un motivo o per un’altro mi fa male, oggi compreso.
Lo so che molti dicono che non si dovrebbe prendere, ma l’unico medicinale che mi faccia stare bene, per tutto, tranne per i dolori di pancia  quello sempre e solo buscopan) è l’oki.
Scusate la mia salute sciocca, che si fa mettere K.O. da un banale raffreddore.
Un bacio a tutti (non vi preoccupate non sono contagiosa)
🙂
A presto.

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La Normandia e Bretagna – 5 ed ultima parte.

La mattina presto, dopo aver salutato Mont Saint-Michael, ci siamo diretti verso un altro Saint… Saint-Malo.
Così facendo abbiamo permesso alla nostra vacanza, che era nata solo per visitare la Normandia, di sconfinare fino nella Bretagna.
Quello che abbiamo visto c’è piaciuto tantissimo.
Anche Saint-Malo è influenzato dalle maree, come l’altro più famoso e turistico Saint della Normandia.
Questa però è una vera e propria zona balneare.
Per la prima volta in tutta la vacanza, io ed il Consorte abbiamo messo i piedini nell’acqua, neanche troppo fredda, tanto che ci siamo dispiaciuti di non aver portato il costume!
Io amo il mare.
C’è gente che vedendo le montagne si sente a casa; che camminando in mezzo agli alberi rinasce e si sente rivitalizzato.
Bèh io le stesse sensazioni le provo avendo il mare di fronte ai miei occhi.
Mi basta anche un fiume o un lago, adoravo Augsburg anche per questo.
Una dei miei più grandi sogni e vivere di fronte al mare o di fronte ad un lago… vista la mia vita raminga, non lo escludo!

Tornando a Saint-Malo, c’è piaciuto talmente tanto, da farci dire che la prossima volta che torneremo in Francia, sarà alla scoperta della Bretagna.

La tappa successiva ed ultima della nostra vacanza è stata passare un pomeriggio ed una notte rilassante, finalmente, dopo tutto il camminare ed il girovagare dei precedenti giorni nella regione, nel parco naturale di  Le Perche
Tutto ciò in una Cabana sull’albero a 11 metri da terra, che si chiamava Sunset.
Che dirvi?E’ una figata!
… sempre che non soffritate di vertigini e non siate aracnofobici.
Per le vertigini ho avuto la conferma, come tantissime volte in vita mia, che non ho nessun problema.
Diverso è stato vivere dentro 16 mq2 con svariati ragni.
Sono riuscita a dormire, ed anche benissimo se ve la devo dire, ma faticoso è stato “bonificare” (in modo del tutto non bellicoso) la zona prima della mia messa a letto.
Ogni ragno, veniva indotto a salire su un fazzoletto, e poi portato sul terrazzo, dove veniva lasciato libero di scorrazzare con i suoi amichetti… questo per ben 9 volte.
Non ho mai avuto problemi con i ragni fino ad allora, ma poichè dormo con la bocca aperta, avevo paura che succedesse come in questa locandina!
Il posto era magico e silenzioso, peccato non essersi portato un libro cartaceo da leggere, lì ci sarebbe stato veramente bene.
Prima di salire sopra siamo stati dotati di una cartina, per trovarci da soli l’albero dove dormire e di uno zaino di sopravvivenza, con dentro delle torce, delle pile aggiuntive, due litri d’acqua per le nostre pulizie ed un paio di salviette per asciugarci.
Perchè naturalmente sull’albero non c’è né corrente né acqua.
Il wc era completamente ecologico: un secchio, con dentro una busta biodegradabile, al cui interno c’era una “lettiera” trucciolata… Praticamente mi sono sentita la mia gatta!
Il giorno dopo la colazione c’è giunta, tramite carrucola, dentro un paniere.
Anche questa, una cosa è stata veramente carina, oltre che buonissima.

Tornare a Parigi e lasciare la macchina è stata una delle cose più difficili che abbiamo affrontato in tutto il viaggio.
Il navigatore diceva che ci voleva un’ora e mezza.
Noi ce ne abbiamo messe quasi 3.
Parigi è tremendamente caotica, pur parlando di un giorno in mezzo la settimana ed alle 13 del pomeriggio.

Di questo viaggio, ho già immagazzinato una marea di foto “mentali”, è stato tutto molto bello, abbiamo conosciuto tantissime persone gentili, e il tempo, tutto sommato è stato molto clemente con noi.
La Francia è bellissima, i macarones sempre buonissimi, e il verde che ho visto, non lo potrò mai dimenticare nè confondere con qualche altro verde che ho visto nei miei precedenti viaggi in giro per l’europa.

L’unica cosa sgradevole è stato l’odore molto forte di urina umana intorno alla stazione dei treni.
Veramente una cosa nauseante.
Ho pensato a come noi romani, accogliamo a Termini gli stranieri e il paragone è sempre a favore dei Francesi, almeno non ci sono persone che cercano di rubarti il portafoglio appena scesi dai treni!
Un’altra cosa ho notato.
L’unico momento dove ho sentito la “tensione” e la paura per degli attentanti è stato proprio dentro la stazione dei treni, mentre aspettavamo di salire sul nostro.
Non tanto perchè fossi spaventata, quanto mi facesse impressione un tale dispiegamento di persone, tra militari e gendarmi, in giro con il mitra in mano, con la tuta mimetica e la maschera antigas, dovevano essere almeno 30 persone, in una stazione dei treni abbastanza piccola.
Vabbè, se avete letto tutto, complimenti vivissimi, forse neanche io l’avrei fatto! ahahah
Se vi guardate anche solo le foto, sempre complimenti… perchè è vero che non le ho messe tutte e 600, ma, non credo che siano molte di meno!
Buona visione.

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Saint-Malo

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lavatrici automatiche dentro il parcheggio di un supermercato in un paesino sperduto dell’entroterra Francese. Geniale!

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Sunset

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