La Normandia e Bretagna – 5 ed ultima parte.

La mattina presto, dopo aver salutato Mont Saint-Michael, ci siamo diretti verso un altro Saint… Saint-Malo.
Così facendo abbiamo permesso alla nostra vacanza, che era nata solo per visitare la Normandia, di sconfinare fino nella Bretagna.
Quello che abbiamo visto c’è piaciuto tantissimo.
Anche Saint-Malo è influenzato dalle maree, come l’altro più famoso e turistico Saint della Normandia.
Questa però è una vera e propria zona balneare.
Per la prima volta in tutta la vacanza, io ed il Consorte abbiamo messo i piedini nell’acqua, neanche troppo fredda, tanto che ci siamo dispiaciuti di non aver portato il costume!
Io amo il mare.
C’è gente che vedendo le montagne si sente a casa; che camminando in mezzo agli alberi rinasce e si sente rivitalizzato.
Bèh io le stesse sensazioni le provo avendo il mare di fronte ai miei occhi.
Mi basta anche un fiume o un lago, adoravo Augsburg anche per questo.
Una dei miei più grandi sogni e vivere di fronte al mare o di fronte ad un lago… vista la mia vita raminga, non lo escludo!

Tornando a Saint-Malo, c’è piaciuto talmente tanto, da farci dire che la prossima volta che torneremo in Francia, sarà alla scoperta della Bretagna.

La tappa successiva ed ultima della nostra vacanza è stata passare un pomeriggio ed una notte rilassante, finalmente, dopo tutto il camminare ed il girovagare dei precedenti giorni nella regione, nel parco naturale di  Le Perche
Tutto ciò in una Cabana sull’albero a 11 metri da terra, che si chiamava Sunset.
Che dirvi?E’ una figata!
… sempre che non soffritate di vertigini e non siate aracnofobici.
Per le vertigini ho avuto la conferma, come tantissime volte in vita mia, che non ho nessun problema.
Diverso è stato vivere dentro 16 mq2 con svariati ragni.
Sono riuscita a dormire, ed anche benissimo se ve la devo dire, ma faticoso è stato “bonificare” (in modo del tutto non bellicoso) la zona prima della mia messa a letto.
Ogni ragno, veniva indotto a salire su un fazzoletto, e poi portato sul terrazzo, dove veniva lasciato libero di scorrazzare con i suoi amichetti… questo per ben 9 volte.
Non ho mai avuto problemi con i ragni fino ad allora, ma poichè dormo con la bocca aperta, avevo paura che succedesse come in questa locandina!
Il posto era magico e silenzioso, peccato non essersi portato un libro cartaceo da leggere, lì ci sarebbe stato veramente bene.
Prima di salire sopra siamo stati dotati di una cartina, per trovarci da soli l’albero dove dormire e di uno zaino di sopravvivenza, con dentro delle torce, delle pile aggiuntive, due litri d’acqua per le nostre pulizie ed un paio di salviette per asciugarci.
Perchè naturalmente sull’albero non c’è né corrente né acqua.
Il wc era completamente ecologico: un secchio, con dentro una busta biodegradabile, al cui interno c’era una “lettiera” trucciolata… Praticamente mi sono sentita la mia gatta!
Il giorno dopo la colazione c’è giunta, tramite carrucola, dentro un paniere.
Anche questa, una cosa è stata veramente carina, oltre che buonissima.

Tornare a Parigi e lasciare la macchina è stata una delle cose più difficili che abbiamo affrontato in tutto il viaggio.
Il navigatore diceva che ci voleva un’ora e mezza.
Noi ce ne abbiamo messe quasi 3.
Parigi è tremendamente caotica, pur parlando di un giorno in mezzo la settimana ed alle 13 del pomeriggio.

Di questo viaggio, ho già immagazzinato una marea di foto “mentali”, è stato tutto molto bello, abbiamo conosciuto tantissime persone gentili, e il tempo, tutto sommato è stato molto clemente con noi.
La Francia è bellissima, i macarones sempre buonissimi, e il verde che ho visto, non lo potrò mai dimenticare nè confondere con qualche altro verde che ho visto nei miei precedenti viaggi in giro per l’europa.

L’unica cosa sgradevole è stato l’odore molto forte di urina umana intorno alla stazione dei treni.
Veramente una cosa nauseante.
Ho pensato a come noi romani, accogliamo a Termini gli stranieri e il paragone è sempre a favore dei Francesi, almeno non ci sono persone che cercano di rubarti il portafoglio appena scesi dai treni!
Un’altra cosa ho notato.
L’unico momento dove ho sentito la “tensione” e la paura per degli attentanti è stato proprio dentro la stazione dei treni, mentre aspettavamo di salire sul nostro.
Non tanto perchè fossi spaventata, quanto mi facesse impressione un tale dispiegamento di persone, tra militari e gendarmi, in giro con il mitra in mano, con la tuta mimetica e la maschera antigas, dovevano essere almeno 30 persone, in una stazione dei treni abbastanza piccola.
Vabbè, se avete letto tutto, complimenti vivissimi, forse neanche io l’avrei fatto! ahahah
Se vi guardate anche solo le foto, sempre complimenti… perchè è vero che non le ho messe tutte e 600, ma, non credo che siano molte di meno!
Buona visione.

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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Saint-Malo

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lavatrici automatiche dentro il parcheggio di un supermercato in un paesino sperduto dell’entroterra Francese. Geniale!

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Sunset

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La Normandia – 4 parte

… Il quarto giorno di viaggio mi porta finalmente dove volevo andare da quando avevo 15 anni.
Quando studiai la guerra dei cento anni a scuola, sul libro c’era una foto di un monte che fu l’unico inespugnato da parte degli inglesi per ben 11 anni:Mont Saint-Michel.
La foto era bellissima.
Dopo aver finito l’anno scolastico, cannibalizzai il libro, strappai la pagina e me la misi sul muro (all’epoca non c’era ancora google immagini!).
Da quell’anno e per tantissimi anni, mi rimase quella foto sul muro che ogni tanto guardavo e mi dicevo che prima o poi sarei andata a vederla con i miei occhi; mi entrò nel cervello questa idea, per non uscirvene più.

Dopo “appena” 30 anni sono riuscita a venire a vedere questa speciale isola, anche  perchè  effettvamente non è molto facile arrivarci.
Non c’è un treno diretto, o un volo diretto, ci vogliono parecchi incroci di mezzi di locomozione per arrivarci, infatti la maggioranza di persone ci arriva in macchina.
C’è un parcheggio grande come l’Eur per accogliere tutte le macchine che devono rimanere sulla terra ferma.
Tutto perfettamente organizzato anche con un dispiego enorme di ausiliari e poliziotti, gentilissimi, cordiali e sempre sorridenti.
L’isola si raggiunge con una navetta gratuita (comunque si paga il parcheggio) che ti porta direttamente a metà ponte.
Luogo perfettamente misurato per fare delle ottime foto panoramiche.

Siamo arrivati verso l’ora di pranzo italiana (l’una e mezza) e vi posso dire che c’era più gente qui che allo stadio il giorno dell’addio di Totti!

Assolutamente vi consiglio, con un pò di sacrificio economico, di dormire all’interno.
L’unico modo per vedere al meglio Mont Saint-Michel è con poche persone, e questo può essere fatto solo dopo il tramonto.
Tramonto che quando ci siamo stati noi è stato alle 21:58… tanto per rendervi conto per quante ore al giorno il luogo è strapieno di persone.

Se uno avesse anche il fisico, potrebbe fare delle bellissime foto notturne.
Noi ci abbiamo provato.
Siamo andati a letto alle 23,40 ed ancora c’era luce!
Abbiamo messo la sveglia alle 2.
Quando è suonata non ce l’abbiamo fatta ad alzarci, perdendoci per sempre la possibilità di fare la foto con il monte tutto illuminato, ma abbiamo pensato che tanto avevamo solo i cellulari e non sarebbe venuto nulla di bello (questa è stata la scusa che ci siamo dati.)
In compenso alle 6 stavamo in piedi, e siamo andati a gustarci la nostra seconda marea da che stavamo lì.

Piccola digressione sulle maree.
Abbiamo avuto dei problemi per capire come funzionassero.
Prima di tutto quando le cercate su internet, c’è scritto un orario, quello è quando la marea è “finita”, quando ormai tutto è sommerso, più o meno, dall’acqua.
Naturlmente la cosa più bella è vedere l’acqua che galoppa fino ad arrivare al ponte.
Non so dirvi quanto tempo prima bisognerebbe mettersi a guardare in lontananza per vedere avanzare l’acqua, perchè in tutte e due le volte l’abbiamo vista che già lambiva l’isola!
Vabbè, è sempre stata una bella sensazione.
Nessuna delle due volte l’isola è stata, completamente isolata.

Ho anche scoperto una cosa che proprio non avevo capito, pur se mi ero informata.
Ogni volta che c’è la marea, c’è un culmine, e dopo un’ora circa, ricomincia gradualmente a tornare indietro.
Io pensavo che la sera la marea salisse e la mattina se ne andasse via, invece no, due volte al giorno (mattina e sera) arriva e se ne va via.

Siamo andati a visitare il monastero, meraviglioso, anche se mette a dura prova la propria forma fisica ( la mia poi partiva già male!)

Abbiamo avuto solo due piccoli contrattempi :
1)Abbiamo provato a mangiare la famosa frittata, ma abbiamo trovato l’unico ristorante che a cena non la faceva, il che forse non è male visto che una frittatona va dai 40 euro ai 70.
2)Siamo capitati un una stanza oscenamente sporca e piena di muffa, che per fortuna, giustamente, c’hanno cambiato immediatamente.

Io stavo come una bimba dentro ad un negozio di cioccolata, ogni vicolo ogni scorcio era un “wow” dietro l’altro.
L’avevo tanto sognata, tanto studiata, tanto guardata in internet, che praticamente era proprio come me l’ero immaginata: magica.

Un sogno che si realizza è  qualcosa di meraviglioso, ma per assurdo lascia un vuoto. Assurda come affermazione, ma ora mi ritrovo con un sogno realizzato ed un posto vuoto vacante… che devo assolutamente ricolmare andando a vedere l’aurora boreale! ah ah ah.

Per mia scelta vi metterò solo le foto dove si vede Mont saint Michael senza gente… (fine 4 parte)

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La Normandia – parte 3

Il terzo giorno del viaggio l’abbiamo fatto nel passato.

Siamo andati ad Omaha Beach, andando a visitare il cimitero americano , passando per Pointe du Hoc , e soffermandoci a far delle foto quando per strada trovavamo dei cimeli delle seconda guerra mondiale.
In questa parte della Normandia tutti i paesi hanno avuto qualcosa a che vedere con la guerra.
Siamo andati anche a Sainte-Mère-Église, paese reso famoso dal film “Il giorno più lungo“, famoso perchè un paracadutista americano rimase impigliato al campanile della chiesa.
il Consorte è entrato anche al museo… io ho preferito un riposino in macchina!

Diciamo che questo è stato il giorno della vacanza che mi è piaciuto di meno.
Non per i luogi in sè, ora bellissimi, pieni di natura e pace… ma per quello che i luoghi hanno vissuto.
Bòh, sarà stata la suggestione, ma ho trovato quelle spiaggie, quei luoghi, quei posti, tristi e leggermente deprimenti. Certo andare in un cimitero naturalmente non rallegra nessuno.
Vedere tutte quelle tombe (che poi noi abbiamo visto solo un quarto del cimitero) tutte uguali, con quei tanti cognomi italiani, e con tante tombe di ignoti, ti fa capire quanto la guerra sia assurda ed inutile, e ti monta un nervosismo ed una depressione che prenderesti a cazzotti tutti, … , vabbè forse questo succede solo a me!

Per fortuna la nostra ultima tappa della giornata l’abbiamo fatto ad Audeville, che si trova nella punta più alta della Francia del Nord.
Paesino di 281 abitanti, che viene chiamata la piccola Irlanda.
Ora sappiano anche il perchè.
Non per le tipiche case irandesi di cui il paese è pieno; non per il fatto che i muretti sono quelli tipici irandesi (muretti a secco); ma per il fatto che appena siamo entrati in zona si è alzata una nebbia, così fitta, ma così fitta da farci scorgere solo la base del faro che si trova lì. (per le foto del faro intero abbiamo dovuto aspettare il giorno dopo).
Ho scoperto la sera in albergo, che a pochissimo da dove ci trovavamo ci stava un’impianto di riprocessamento di scorie nucleari che raccoglieva quelle di tutta la Francia ed anche dell’Italia.
Bè, vi giuro, non è una bellissima sensazione, soprattutto stride con il paesaggio meraviglioso ed incantato ed incontaminato che si ha la sensazione di visitare.
Però questo ha risposto ad un questito che ci eravamo posti appena entrati in questo paesino in culo al mondo e lontano da tutto: ” ma come campano questi?”Grazie al nucleare …(fine terza parte)

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Omaha beach

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Omaha beach

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Omaha beach

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Omaha beach

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Omaha beach

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Omaha beach

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Ora… io sarò pure maliziosa, ma voi avreste mai creato una stele commemorativa con questa forma???

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Auderville di sera

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Auderville di mattina

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La Normandia – parte 2

Secondo giorno.
Dopo una veloce spesa alla Carrefour (lì praticamente si trova quasi solo quello!) che c’ha permesso di vedere altre guglie ed altri scorci gotici meravigliosi, facendoci dire che Rouen sarebbe una città da visitare più a lungo e che sicuramente nasconde ancora tantissimi tesori, ci siamo avviati verso le nostre successive mete.

Dovete sapere che tra me ed il Consorte abbiamo fatto più di 600 foto… non vi preoccupate non ve le sorbirete tutte.
Quelle del Consorte sono belle, messe a fuoco, con una luce meravigliosa, ogni foto è pensata.
Le mie sono fatte “a cazzum”. Le faccio dalla macchina in movimento, a volte abbasando il finestrino, altre volte no.
Fotografo quello che mi colpisce, senza stare bene a vedere se è a fuoco o no, soprattutto ne faccio anche 5 o 6 di fila, sperando che poi una risulti, dopo l’epurazione di fine giornata, carina.

Detto ciò, il nostro viaggio in macchina è trascorso passando in mezzo a paesini meravigliosi, con case che andavano dalla più familiare costruzione a graticcio (Maison à colombages) alle longère, alle Maison de maitre, alle case con in tetto in paglia , allo stile liberty, ed a quelle denominate da me ed il Consorte, casa dei Puffi in stile muretto a secco irlandese. Insomma ogni paese, piccolo o grande che fosse era comunque sempre un piacere per gli occhi.
Per non dimenticare le mucche! Mucche ovunque, libere, belle, spaparanzate a prendere il sole od a mangiare l’erba.

La nostra prima meta era Étretat. Ancora non lo sapevamo, ma quando abbiamo fatto la classifica, a fine vacanza, dei luoghi più belli che avevamo visitato al secondo posto è risultato proprio Étretat.
Dopo aver attaversato il paesino ricco di ristoranti e di negozi turistici, ci si ritrova, senza quasi rendersi conto di fronte ad uno sconfinato mare, racchiuso tra due falesie.
Il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia sassosa è completamente differente da tutto quello che io avevo sempre sentito. Il rumore è più caldo, più arrotato, direi quasi più poetico.
Altro discorso è camminare su quella spiaggia, una vera fatica fisica!
Faccio una premessa: da qui in poi tutte le spiagge della normandia hanno avuto un ruolo importate per tutta la seconda guerra mondiale, alcuni sbarchi sono diventati  più famosi perchè rappresentati in film di successo , altri sono stati ugualmente famosi ma meno noti: anche qui c’è stato uno sbarco importante, dove, proprio su quella spiaggia dove poi sono andata mangiare il mio panino, sono morti quasi 5000 uomini, e sotto i sassi erano state nascoste quasi 15.000 mine.
Quando penso allo sbarco in Normandia penso sempre alla scena iniziale del “salvate il soldato Ryan”. Mi sono immaginata questi poveri uomini mandati al macello, prima sotto tiro di fucili o cannoni, poi sotto tiro di “mine” ed alla fine, quelli che sopravvivevano dovevano anche arrampicarsi su quei sassi… insomma è stato un vero miracolo che qualcuno sia sopravvissuto.

Torniamo alla bellezza paesaggistica, che è meglio.

Per arrampicarsi sui 70 metri di falesia, bisogna fare un percorso di un quarto d’ora piuttosto faticoso (almeno per me), ma il blu del mare, il celeste del cielo, il bianco della falesia ed il verde del golf park che si trova in cima, rendono l’arrancare fino a lì sopra più sopportabile.
La vista da lì sopra è spettacolare, 360 gradi di meraviglia, stupore e pace.
Anche i gabbiani, sembrano essere messi lì dalla Pro Loco. Rimangono immobili per permettere ai turisti di fare delle foto bellissime!!!
Insomma,non proprio immobili…
Il Consorte ha avuto un incontro ravvicinato del 4 tipo con un gabbiano!!! ah ah ah.
Ci trovavamo nella già sopra citata spiaggia sassosa, e ci accingevamo a mangiare il nostro pranzo, che consisteva in mezza baguette con dentro del formaggio per me, e formaggio e salame per il Consorte.
Mentre il Consorte si pregustava il primo morso al suo panino, dopo la scarpinata appena affrontata, gli si avventa un gabbiano contro, passando esattamente tra la sua bocca e il panino che ci stava finendo dentro… e gli ha strappato mezzo panino con il salame!!! (è successo come in questo video)
Da qui abbiamo capito come mai nessun’altro stava mangiando in spiaggia ah ah ah.
Traumatizzati e decisi, tornando a casa dopo le vacanze, di vederci il film di Hitchcock “Gli uccelli”, abbiamo proseguito in nostro viaggio arrivando a Honfleur.

Bel paesino nato intorno al porto.
Ci sono le barche nel porticciolo, le tipiche casette lunghe e strette, che avevo già visto ad Amsterdam, tutte colorate.
Il paese è ricco di originali palazzi medievali, i vicoli sono molto belli e pieni di negozietti di artigianato, dal ferro alla cioccolata, dalle marmellate ai vini.
Il paesino è carino, una vera meraviglia agli occhi del turista giapponese o tedesco, ma per noi abituati al mare, ed alle 5 terre, nulla di eccezionale. Abbiamo passato la notte in un ristorante- albergo, molto pratico perchè al centro del paese.

Vorrei ancora parlare di due cose riguardo il viaggio appena fatto: il cibo ed le stanze dove abbiamo dormito.
A prescindere dal mio attuale vegetarianismo, non mi sono mai piaciute le cozze o le ostriche, idem al Consorte. Il massimo che tolleravo (e mi piacevano pure) era la pasta con le vongole.
Da qui e poi in tutta la costa, nei ristoranti si trovano solo e soltano, a prezzi veramente bassi (per esempio in questa cittadina 13 euro un menù completo), moules frites.
Quindi, per noi,  mangiare fuori è stato piuttosto complicato, l’abbiamo fatto solo una volta, poichè quello che ci veniva offerto era solo, insalata per me, e coscetta di pollo anche mezza cruda al Consorte.
Devo dire che sono rimasta negativamente meravigliata per la non esistenza, nei ristornati, di un menù vegetariano, cosa che ora esiste anche da Mc Donald’s!
Ma non solo.
Praticamente sono inesistenti dei menù alternativi alla carne anche dentro i supermercati, questa cosa mi ha molto stupito, calcolando che qui in Germania ci sono interi reparti freschi e non, di cibo per vegetariani ed addirittura per vegani.
Praticamente se vivessi lì potrei mangiare solo insalata o zuppa di legumi (come ho fatto a Mont saint Michael)… il che non mi farebbe per nulla male,anzi!

Per quanto riguarda le stanze dei posti dove siamo andati a dormire, ebbene sì, qui il preconcetto che i francesi siano meno attenti,riguado alla pulizia, degli italiani è vera.
Premetto anche che io sono figlia di mia madre!
Donna che per pulire la qualsiasi cosa, dalle piastrelle del bagno, alla serranda, alle pentole di casa, si munisce di cotton fiocc!!!
Lo so che io sono abituata a livelli di C.S.I., ma effettivamente, anche per gente “normale” gli standard di pulizia francesi sono veramente bassi.
Premettendo che  la moquette si trovata in tutti i luoghi dove ho dormito, ma in ogni stanza c’era qualcosa che proprio non andava, una macchia sospetta sul divano,il lavandino che perdeva dallo scarico, la doccia con il vetro completamente bianco per il calcare, la cipolla della doccia completamente nera, il gabinetto con peli sospetti, per non parlare dei riccioli di polvere per terra e le condizioni degli angoli e sotto al letto.
Lo so sono fissata, ma in italia o in Germania, ed anche a Londra,non ho mai trovato tutta questa sciatteria.
E stiamo parlando di camere comunque costose.
Dette tutte queste  ultime cose per oggi è finita, ci rivediamo domani.
Godetevi le foto …( fine seconda parte)

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honfleur

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