La Normandia – 4 parte

… Il quarto giorno di viaggio mi porta finalmente dove volevo andare da quando avevo 15 anni.
Quando studiai la guerra dei cento anni a scuola, sul libro c’era una foto di un monte che fu l’unico inespugnato da parte degli inglesi per ben 11 anni:Mont Saint-Michel.
La foto era bellissima.
Dopo aver finito l’anno scolastico, cannibalizzai il libro, strappai la pagina e me la misi sul muro (all’epoca non c’era ancora google immagini!).
Da quell’anno e per tantissimi anni, mi rimase quella foto sul muro che ogni tanto guardavo e mi dicevo che prima o poi sarei andata a vederla con i miei occhi; mi entrò nel cervello questa idea, per non uscirvene più.

Dopo “appena” 30 anni sono riuscita a venire a vedere questa speciale isola, anche  perchè  effettvamente non è molto facile arrivarci.
Non c’è un treno diretto, o un volo diretto, ci vogliono parecchi incroci di mezzi di locomozione per arrivarci, infatti la maggioranza di persone ci arriva in macchina.
C’è un parcheggio grande come l’Eur per accogliere tutte le macchine che devono rimanere sulla terra ferma.
Tutto perfettamente organizzato anche con un dispiego enorme di ausiliari e poliziotti, gentilissimi, cordiali e sempre sorridenti.
L’isola si raggiunge con una navetta gratuita (comunque si paga il parcheggio) che ti porta direttamente a metà ponte.
Luogo perfettamente misurato per fare delle ottime foto panoramiche.

Siamo arrivati verso l’ora di pranzo italiana (l’una e mezza) e vi posso dire che c’era più gente qui che allo stadio il giorno dell’addio di Totti!

Assolutamente vi consiglio, con un pò di sacrificio economico, di dormire all’interno.
L’unico modo per vedere al meglio Mont Saint-Michel è con poche persone, e questo può essere fatto solo dopo il tramonto.
Tramonto che quando ci siamo stati noi è stato alle 21:58… tanto per rendervi conto per quante ore al giorno il luogo è strapieno di persone.

Se uno avesse anche il fisico, potrebbe fare delle bellissime foto notturne.
Noi ci abbiamo provato.
Siamo andati a letto alle 23,40 ed ancora c’era luce!
Abbiamo messo la sveglia alle 2.
Quando è suonata non ce l’abbiamo fatta ad alzarci, perdendoci per sempre la possibilità di fare la foto con il monte tutto illuminato, ma abbiamo pensato che tanto avevamo solo i cellulari e non sarebbe venuto nulla di bello (questa è stata la scusa che ci siamo dati.)
In compenso alle 6 stavamo in piedi, e siamo andati a gustarci la nostra seconda marea da che stavamo lì.

Piccola digressione sulle maree.
Abbiamo avuto dei problemi per capire come funzionassero.
Prima di tutto quando le cercate su internet, c’è scritto un orario, quello è quando la marea è “finita”, quando ormai tutto è sommerso, più o meno, dall’acqua.
Naturlmente la cosa più bella è vedere l’acqua che galoppa fino ad arrivare al ponte.
Non so dirvi quanto tempo prima bisognerebbe mettersi a guardare in lontananza per vedere avanzare l’acqua, perchè in tutte e due le volte l’abbiamo vista che già lambiva l’isola!
Vabbè, è sempre stata una bella sensazione.
Nessuna delle due volte l’isola è stata, completamente isolata.

Ho anche scoperto una cosa che proprio non avevo capito, pur se mi ero informata.
Ogni volta che c’è la marea, c’è un culmine, e dopo un’ora circa, ricomincia gradualmente a tornare indietro.
Io pensavo che la sera la marea salisse e la mattina se ne andasse via, invece no, due volte al giorno (mattina e sera) arriva e se ne va via.

Siamo andati a visitare il monastero, meraviglioso, anche se mette a dura prova la propria forma fisica ( la mia poi partiva già male!)

Abbiamo avuto solo due piccoli contrattempi :
1)Abbiamo provato a mangiare la famosa frittata, ma abbiamo trovato l’unico ristorante che a cena non la faceva, il che forse non è male visto che una frittatona va dai 40 euro ai 70.
2)Siamo capitati un una stanza oscenamente sporca e piena di muffa, che per fortuna, giustamente, c’hanno cambiato immediatamente.

Io stavo come una bimba dentro ad un negozio di cioccolata, ogni vicolo ogni scorcio era un “wow” dietro l’altro.
L’avevo tanto sognata, tanto studiata, tanto guardata in internet, che praticamente era proprio come me l’ero immaginata: magica.

Un sogno che si realizza è  qualcosa di meraviglioso, ma per assurdo lascia un vuoto. Assurda come affermazione, ma ora mi ritrovo con un sogno realizzato ed un posto vuoto vacante… che devo assolutamente ricolmare andando a vedere l’aurora boreale! ah ah ah.

Per mia scelta vi metterò solo le foto dove si vede Mont saint Michael senza gente… (fine 4 parte)

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Ci rivediamo tra due lunedì

16652695_10212483184384189_1815625396_n.jpegVi auguro un buon fine settimana ed anche un buon inizio della prossima.
Questa settimana  starò a Roma.
Ci rivediamo lunedì 20.
Persbaglio.

Noi ci rivediamo lunedi.

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Da venerdí a domenica vado per mercatini di Natale a Vienna.
Un baciotto.
:-*
A lunedi.

Amsterdam

Due righe su Amsterdam ve le devo.

La città.
La città, architettonicamente parlando, è meravigliosa.
Ci sono ancora interi quartieri del XVI e XVII secolo.
Le casette piccole e strette e molto spesso pendenti in avanti, che si rispecchiano nei canali,sono un vero gioiellino.Rese magiche anche dalle grandissime finestre, quasi sempre senza tenda che permette,al pallido sole (quando c’è) di nutrire le tante piante d’appartamento che vengono messe sui davanzali interni, ma che ha anche permesso di “impicciarmi” su gli arredi delle case (mia grandissima passione).
Per chi ama gli arredamenti Ikea, qui troverà il sogno concretizzato.

Le biciclette e i trasporti.
Le biciclette hanno la precedenza su tutto e su tutti.
Più di una volta,nelle prime ore in terra straniera,sono stata mandata a quel paese in olandese perchè mi trovavo in mezzo ad una pista ciclabile,ma a mi discolpa vorrei dire che :ad Amsterdam non esistono marciapiedi.E’ tutto livello strada, con poco chiara segnaletica stradale, quindi bisogna fare molta ma molta attenzione per non farsi investire prima dalle biciclette, poi dalle macchine e poi dai tram. Tram che passano a 3 cm dalle persone.
I mezzi pubblici sono efficientissimi.
Noi abbiamo usufruito della Amsterdam card per 3 giorni, e posso dire che “l’abbiamo spremuta” bene bene. Ogni posto era raggiungibile da almeno3 mezzi, ad ogni fermata di tram era visibile quale e tra quanto sarebbe passato il tram successivo, sempre aggiornato.All’interno del mezzo stesso, nel quale si deve obliterare il biglietto elettronico sia salendo che scendendo, si annunciava in 2 lingue la fermata successiva.Ripeto: efficentissimo.Qui a Roma ce lo sogniamo una cosa del genere.

I musei.
Musei pieni di stranieri ma anche pieni di gente del luogo.
Nella stramaggioranza siamo entrati gratis, avendo comprato al Amsterdam card che consiglio caldamente.
Fuori da questa convenzione ne restava fuori museo di Madame Tussauds e la casa di Anna franK.
Premetto che non sono un’appassionata di quadri, soprattutto non mi piace Van gogh e il suo  “espressionismo” non mi piace  neanche Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Mártir Patricio Clito Ruiz y Picasso, ma che andavo ad Amsteram e non andavo al Vang gogh museum?!? che per di più in questi giorni ospitava una mostra su Picasso???Diciamo che il giro è stato piuttosto veloce e poco interessante.
Molto di più interessante invece è stato il Rijks Museum, qui pieno di quadri di pittori olandesi, molto più congeniali al mio, lo so, limitato gusto artistico.
Al Consorte è piaciuta particolamente la visita al museo della Heineken e di questo si può anche intuire il motivo!

luoghi visitati.
Abbiamo visto così tante cose che è anche difficile dirle tutte.
Ho visto a meno di un metro, senza vetro in mezzo, un diamante blu dal volore di 38 mila euro.
Ho visto donne in vetrina bellissime, dove è stato il consorte che mi ha tirato via, e donne comunemente “buzziche” che mi hanno fatto pensare che in fondo un lavoro lì lo troverei sempre.
Ho visitato una riproduzione del galeone della Compagnia delle indie olandesi, bellissimo.
Ho visitato il museo della scienza per i bambini, dove al 3 piano si parlava di sesso compreso tutti i mezzi di contraccezione e le posizioni per farlo, mille miglia lontani dal nostro cattolicissimo e papissimo paese.
Ho visto un vero mulino olandese in funzione. Fortissimo vedere il perno del mulino che gira e le sue pale con esso.
Ho visto la casa di Anna Frank.Credo  che uno dei primi libri letti a 11 anni e da quel momento in poi uno dei miei libri preferiti e più riletti in assoluto, sia stato proprio “il diario di Anna Frank”.Mi sono commossa tantissimo a stare nella stanzetta di cui tante volte ho letto.Vedere sulle pareti i ritagli dei giornali di cinema, proprio come facevo anche io quand’ero piccola, è stato veramente struggente.Pensare che anche io avevo 13 anni quando leggevo di leit tredicenne.Ho pensato che lei è rimasta per sempre una bambina che ha visto la parte più schifosa dell’umanità e che io non sono più quella bambina ma una donna, e che lei non è mai potuta divertarlo.

Cosa non ho trovato congeniale a me in questa bella città.
Devo confessarvi che ero partita con l’intenzione di “drogarmi”.Una cannetta, niente di che!
Bè non ci sono riuscita, perchè se non ‘ho fatto mai in 38 anni ci sarà pur un perchè!il perchè è principalmente nella puzza dolciastra e putrida e parecchio nauseabonda che il mio naso percepiva di fronte ai vari coffee shop o dai gruppetti di ragazzi in comitiva in giro, o nell’ascensore del nostro albergo o… in quasi tutta la città.Non ce l’ho fatta e credo che quest’esperienza di vita ormai, ahimè, è persa per sempre.
Perchè comunque è vero se si perdono i treni è difficile ripercorrere quel tratto in un secondo momento con un diverso mezzo di trasporto.
E sempre prendendo come allegoria i treni e le stazioni…Amsterdam io l’ho percepita come una stazione nella quale non sono scesa quando avevo 20 anni ed ora che ne ho quasi il doppio non fa più per me.
Ho vissuto Amsterdam come uno dei qualsiasi centri sociali che si trovavano dietro psicologia a tor san lorenzo, per chi non è di roma, mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, e non per la lingua (incomprensibile e secondo me da studiare con il dispenser-inalatore pe r l’asma accanto) e non per il clima (un freddo unito a una potenza di vento mai visti in vita mia, con un sole inesistente e pallisiddimo) e non per il cibo ( ho mangiato tante cose buonissime ma in cima a tutto ci metto le crocchette e i muffin e il loro supermercato meraviglioso)
mi sono sentita una donna grande in un popolo di adolescenti…cosa che in effetti sono!

Nonostante questo e forse proprio per questo, se chi legge è nato dopo gli anni 70, ma anche per tutti gli altri,amsterdam è da visitare.
Perchè andare nei posti, mangiare le cose locali, parlare con le persone, visitare luoghi, vivere in latitudini e longitudini diverse dal solito arricchisce sempre. Fa capire molto di se e molto di dove si vive.
Noi, in Italia, siamo un paese di vecchi con tutti i lati negativi della cosa non credo che quello che ho visto lì ieri,riuscirò a vederlo anche qui a breve.Forse, tra 30 anni…forse.

Scusate se alle 2 righe se ne sono aggiunte altre 83

Persbaglio.

ps: vorrei fare un ringraziamento speciale a cosa mi ha permesso di andare in giro senza mal di testa lancinante per lo meno per l’ultimo giorno e mezzo… a saperlo prima l’avrei comprato appena scesa dall’aereo!

ultimo trasporto… originale.